Miaooo a tutti !

Mi chiamo Frispy, anzi per meglio dire, mi hanno chiamato così. In realtà, viste le mie attitudini, sarebbe stato più consono, per certi versi, un nome come Attila, per altri un nome come Dinozoff, oppure come Valentinorossi o anche, perché no, come Morfeo…

Ma il nome me l’hanno imposto e d’altra parte da cucciolo non mostravo ancora le mie peculiarità.

Sono nato il 3 maggio del 1988, secondo il vostro personalissimo calendario.

Sono un puro gatto Soriano, o razza europea, se volete, nato da una mamma di Siamese ed un padre Persiano e non dite che dai miei tratti somatici non si direbbe.

Lo potreste dire a ragion veduta per mia sorella che è venuta fuori un attimino più shakerata…. 

Ad un mese dalla mia nascita sono stato adottato da quello che sarebbe diventato poi il mio branco. Ricordo ancora il mio primo viaggio in auto, mi pare la chiamiate così voi umani quella scatola che si muove, e non sono mai riuscito a capire perché si agitò tanto il capobranco quando mi misi a dormire acciambellato sotto il pedale centrale…. Mah, stranezze di voi umani… 

Sin da piccolo sono stato un arrampicatore sociale e presto ho raggiunto, nel mio campo, le più alte vette, questo anche grazie alle mie naturali doti di presenza di spirito. Infatti, anche se sembra, io non dormo mai, ma sono sempre attento o vigile

Amo moltissimo fin da piccolo giocare con stringhe delle scarpe e le palline di carta, ma non quelle grandi e ingombranti, quelle piccole che posso mettere in bocca per poi riportarla ai piedi di chi me l’ha lanciata ed attendere per ripetere il gioco … Non ho mai capito perché si lamentino dicendo “ma è tutta cianciugata” e la raccolgano con due dita e con faccia schifata: l’ho solo un po’ masticata, via…

E’ bello però giocare anche con una pallina appesa ad un filo, anche se non riesco a capire il perché più l’allontano e più quella torna indietro;

Nei miei primi anni di vita, il territorio del nostro branco era vicino a quello del mio amico Lucky, per giungervi bastava aprire due… - come li chiamate voi umani? Portoni? - …e attraversare un pianerottolo. Io invadevo il territorio di Lucky e festeggiavo mangiando nella sua ciotola e visitando la sua cassetta ed anche lui faceva altrettanto nel mio territorio, o meglio, tentava, ma non riuscendoci quasi mai. In compenso ci inseguivamo per tutto il territorio, proverbiali le mie sgommate in curva (chiedete a Valentino Rossi da chi ha imparato a derapare) oppure gli agguati con rimbalzo a quattro zampe sul muro, campione olimpico della specialità! Con Lucky ci si divideva tutto, anche il mio amato cesto… A dire il vero, io ne avrei fatto anche a meno, ma Lucky aveva l’abitudine che, se qualcosa non gli andava per il verso giusto, mi timbrava le orecchie… Ora visto il genere di timbri che usava Lucky, voi capirete che non era il caso di contraddirlo;

Un bel giorno nel suo territorio fece la sua comparsa Isotta, una pinup-cat da far girare la testa anche ad un gatto serio e posato come me e l’amicizia con Lucky si incrinò… sapete, quando c’è di mezzo una femmina, ehhhhh….. Finché un dì il mio branco cambiò territorio e ci si staccò per sempre da Lucky ed Isotta, ma questa è una storia triste e ve la risparmierò…

Nel nuovo territorio mi ambientai quasi subito, non c’erano più i miei amici, ma ero con il mio branco e c’erano larghi spazi dove correre e saltare… E sì perché le mie doti innate di sportivo mi portano a fare salti da fermo anche di un metro e mezzo e ben difficilmente manco la presa, tanto che, quando accade, ci rimango malissimo e me ne vado offeso e a coda ritta…

Del mio branco non ho di che lamentarmi. Mi procurano da nutrirmi tutti i giorni e variato anche, perché una scatoletta per due volte di seguito col baffo che la mangio, mi fanno giocare, mi coccolano e, quando è il momento di portarli a dormire, amo farmi accarezzare dalla punta del naso sino all’estremità della coda ed impasto ben bene chiunque mi capiti a tiro, poi mi piazzo in mezzo ai due cuscini e, spento il motore diesel, mi addormento e mi sento protetto…

«…ehi, quella sedia è MIAoooo…»

…..no, non dicevo a voi, ma al capobranco per ricordargli che la sedia in mezzo alle loro è la mia, è una posizione privilegiata e non ci rinuncio: da lì osservo cosa si muove sul tavolo e, se c’è qualcosa di interessante, che so una fetta di salame o di mortadella o delle olive o una frittata, allungo la zampa e faccio capire che ci sono anch’io;….

Ho un debole anche per le caramelle alla menta e le mou, anche se mi rimangono terribilmente appiccicate ai denti ed è una lotta toglierle da lì…

Mi piace anche stare davanti al computer e scrivere e-mail…

Chi ha ricevuto un’e-mail da parte di un componente del mio branco avrà senz’altro notato i miei interventi… Ovvio, ho scritto in gattesco, ma non chiedetemi di tradurre: vi vantate già così tanto voi umani di sapere tutto di noi, che questo piccolo segreto almeno lasciatecelo.

Beh, non voglio più annoiarvi, anche se di cose della mia lunga vita ne avrei da raccontare….… ed anche (e soprattutto) perché sento stegamare in cucina….

Una testatina ed una ronfata a tutti voi… 

 

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